martedì 25 marzo 2008

Riflessioni sul kendo italiano

Sono rimasta colpita dai risultati dei Campionati Europei di Kendo 2008. Ancora di più dalle riflessioni a riguardo sul blog delle Donne del Kendo.
Ho assistito da spettatrice agli allenamenti della nazionale e, premettendo che non ho alcun titolo per poter giudicare (per cui quanto dico, ne sono consapevole, ha il valore di pure impressioni) sono rimasta un po' perplessa.
L'ossatura degli allenamenti era costituita da continui incontri, per ore, tra tutti i partecipanti convenuti alle selezioni, e questo mi è SEMBRATO, ripeto: SEMBRATO, un po' sterile, nel senso che la stessa cosa poteva essere fatta su iniziativa degli stessi partecipanti di trovarsi in qualche luogo a praticare tra di loro.
A me, non ha dato la sensazione di qualcosa di mirato e di organizzato.
Sappiate però che io non ho mai indossato, non dico l'armatura, ma neanche gi e hakama di kendo, tanto per dire quanto possa valere la mia opinione. Sono ben felice di ricevere commenti contrari a quanto detto, mi serve per saperne e capirne di più.
Leggere poi sul blog delle kendonne di un certo assenteismo ad importanti occasioni di allenamento internazionale, sconforta, soprattutto in relazione alla voglia di apprendere e alla grinta che sembrano mostrare in questo le altre nazioni, consolidate o emergenti nel mondo del kendo.
Vorrei chiedervi, per saperne di più, (al di là dei risultati dei CCEE2008) quali sono le nazioni europee dove si pratica il miglior kendo. Mi sembra di aver sentito Francia e Germania? Quali in ogni caso le città straniere più vicine e valide? Oppure quali i seminar e gli eventi più qualificati? Tanto per saperne di più... Grazie!

PS- In ogni caso, complimenti alle kendonne!!!
Altro link di discussione qui
LE IMPRESSIONI DI CHI C'ERA E HA VISSUTO QUEI MOMENTI

lunedì 24 marzo 2008

Virtual Sensei... :-)


Appunti tratti da "Bamboo Blade"... ^___^

Tsugi ashi: questo movimento è usato quando l’avversario si trova di fronte a voi.
Dovrete portare il piede sinistro dietro a quello destro, in modo tale da poter coprire più distanza usando il piede destro per direzionare quello sinistro.
Okuri ashi Hiraki ashi Tsugi ashi Ayumi ashi: queste sono le quattro basi fondamentali del movimento dei piedi.
Dovrete sempre avere il piede destro in avanti.
Prima di avanzare assicuratevi che il piede più avanzato sia leggermente obliquo.
Portate tutto il peso in avanti.
Sollevate leggermente il tallone del piede sinistro, così potrete muovervi più rapidamente.
Entrambi i piedi dovranno stare di mezzo passo lontano mentre camminate.
Se però i piedi saranno troppo distanti, l’attacco non andrà a buon fine.
Se farete passi troppo piccoli, il vostro attacco non sarà bilanciato.
Se partirete scoraggiate, sarà facile penetrare la vostra difesa.
Prima di spostare il corpo sulla destra, dovrete muovere il piede destro.

Tama-chan Sensei

domenica 23 marzo 2008

EVVIVA !!!


COME CARE PERSONE GIA' SANNO DATO CHE SONO STATE DA SUBITO AVVISATE CON UN SMS A CARATTERI CUBITALI, HO RIFATTO LA RISONANZA MAGNETICA E FATTO UNA VISITA DA UNO SPECIALISTA VERAMENTE TOSTO E.... E' TUTTO OK!!! HO PRESO UNA BELLA PACCA E IL LEGAMENTO CROCIATO SI E' STIRATO MA NON C'E' NULLA DI COMPROMESSO, E' INTEGRO!!! DEVO RINFORZARE IL QUADRICIPITE CON DUE SEDUTE DI NUOTO ALLA SETTIMANA, GRAN GHIACCIO.... ANCORA UN MESE E MEZZO DI ASTINENZA DAL KENDO E POI..... KENDO ASPETTAMI !!!!!
YUHUUUUU!!!

sabato 8 marzo 2008

Festa della Donna

Wow!!! Che bella sorpresa che mi è stata fatta!!! Che bel regalo!!! Grazie!!!

venerdì 7 marzo 2008

Lezione CUS VR dell'8/01/08


Visto che per il momento non mi resta altro, trascrivo gli appunti delle (poche) lezioni che ho fatto in tempo a fare in gennaio.
Parto con quella dell'8 gennaio, la seconda lezione del rientro.
Lo so... qui nishinkan avrà da prendermi in giro... ANCHE stavolta ho fatto fatica a trovare il posto, perché l'anno scorso si praticava vicino all'Arena, invece quest'anno, per due sere a settimana praticano anche nel bel palazzetto della Facoltà di Scienze Motorie. C'ero già stata in luglio per lo stage con Sakudo Sensei (vedi gli appunti nella sidebar), ma non mi ricordavo come arrivare. Così, mi sono persa, e sono faticosamente approdata alla Facoltà, dal lato sbagliato, perché una volta entrata mi sono trovata in mezzo a bianchi praticanti di scherma sportiva, anziché agli scuri praticanti di scherma giapponese.
Insomma, tra una cosa e l'altra ho perso un'ora di lezione, ma, una volta arrivata, mi sono gettata nella mischia, io, a digiuno di kendo da un'eternità, ad esercitarmi niente di meno che in hiki men (men sferrato retrocedendo)!!!
Oltre allo spaesamento del ritrovarmi in un luogo diverso, di un ritorno improvviso al kendo dopo un anno di profondo desiderio insoddisfatto, di ritrovarmi tra tante facce nuove, mi sentivo proprio fuori luogo, senza basi, a tentare di fare hiki men!!!

ESERCIZI
Quella sera abbiamo fatto esercizi di hiki men, scomposto in tutte le sue componenti: avvicinamento tra gli avversari fino alla tsuba; allungare gamba sx tenendo fermo corpo e shinai; "alzare" appena piede dx spostando corpo indietro (mantenendo verticalità) e facendo scorrere shinai "sulla testa"; battere piede dx mentre si colpisce sul men dell'avversario, indietreggiando.
IMPORTANTE:
- è il corpo a creare il movimento, non sono le braccia;
- lasciare andare l'estremità della shinai, non esaurire il colpo sul luogo;
- il punto esatto per un corretto men: punta della shinai appena dopo la "grata" del men;
- dire "Yaaah!" all'inizio non è casuale, serve per la respirazione: espirare nel semé ma non completamente, il resto dell'espirazione serve per l'azione;
Altri esercizi sono stati sul men (devo fare attenzione a non portare indietro la punta della shinai durante il caricamento), esercizi con motodachi nel fare 3 piccoli men di seguito (attenzione alla mano sx: è quella che agisce!), ed esercizi che consistevano nel fare 1/2 passo avanti e uno lungo indietro.

CONCETTI
- Sempre, sempre, afferrare il centro.
- Nel momento in cui l'avversario rompe il kamae, sicuramente c'è occasione di colpire.

MIE DIFFICOLTA'
- kamae
- avanzamento
- mancanza di allenamento
- braccia rigide

ATTEGGIAMENTO
- Agire (come se fossimo) convinti. SEMPRE.
- Dialogo con motodachi: dobbiamo essere minaccia per lui, ma anche piacevoli nella pratica.
Ed è proprio a proposito di quest'ultimo punto che ho scoperto una nuova, imprevista sensazione: da tempo mi chiedevo cosa intendessero dire, quando sentivo parlare i kendoka del rapporto di dialogo tra gli avversari.
E quella sera, per la prima volta, ho iniziato a capirlo.
Tra l'altro, in modo del tutto inaspettato.
Credevo che certe sensazioni si sviluppassero durante il combattimento tra persone tra cui c'è già comunque un certo feeling.
Invece.... macché!
Mi è capitato di sentire, per la prima volta, un'energia speciale durante esercizi (non posso certo parlare di shiai o jigeiko) con una persona. Mi si è piazzato davanti, con un kiai, uno sguardo e un'energia nei movimenti che mi hanno tirato fuori dalle viscere un fuoco potentissimo! Voglio sempre mettere spirito anche nel più semplice esercizio, ma generalmente è una mia azione che faccio su di me, mentre con lui... mi veniva fuori da sé, era lui che mi estraeva lo spirito!
Ma la cosa più strana e che mi ha reso perplessa, è che con questa persona non ho un feeling particolare.
Si tratta di Klaus.
Il nostro rapporto di conoscenza si limita a questo:
"Ciao"
"Ciao"
"Come va?"
"Bene, grazie"
Stop.
E' una persona simpaticissima, ma semplicemente siamo due individui, per carattere ed esperienze, molto distanti. Tutto qui.
Mai avrei pensato che nel kendo le alchimie potessero essere così diverse che nella quotidianità.
Strano.
E bello.

martedì 4 marzo 2008

Campionati Italiani Kendo 2008

CHRISTIAN FILIPPI, OVVERO IL MIO ISTRUTTORE, VICECAMPIONE ITALIANO!!!
W !!! W !!! W !!! W !!! W !!! W!!! W !!! W !!! W !!! W !!! W !!! W!!!

giovedì 28 febbraio 2008

Una notte dopo la zuppa di ceci

Ho sognato Walter Pomero. Eravamo... non so se nella hall di un hotel o in un palazzetto dello sport. Era l'organizzatore di una manifestazione, ma non so se di kendo o una serata di svago; forse era un sayonara party. C'erano tante persone che ballavano. Dal lettore CD portatile sentivo dei brani che mi piacevano, gli ho chiesto chi era il gruppo e lui:"Ah, secondo me sono i migliori! Sono i... (non mi ricordo, un nome mai sentito). Perché non ti sei portata il decodificatore?"
Io non sapevo a cosa si riferisse, poi ho capito che doveva essere un marchingegno che era in grado di riconoscere CD, come per esempio fa iTunes, che riconosce da solo titolo del CD, nomi dei brani e autori.
Credo che fosse come per dirmi: "Invece di far domande, perché non ti arrangi da sola?".
Poi improvvisamente mi sono accorta che erano le 14:30!!! "Avrei già dovuto essere a Torino, a La Loggia, per un seminario di aikido, ma da qui ci vorranno due ore!!!"
E lui mi guarda come per dire: "E chi se ne frega?".
Allora, sapendo che era di Torino, gli ho chiesto le indicazioni per arrivarci il più in fretta possibile.

domenica 24 febbraio 2008

Una cosa è certa...

...che, se e quando sarà, se dovessi riuscire a creare una situazione favorevole per potermi operare, e nell'eventualità, portare a termine perfettamente tutti i mesi di riabilitazione... TORNERO' AL KENDO PIU' INKAZZATA CHE MAI !!! >:-(

sabato 23 febbraio 2008

Virtual Kendo

Per quanto riguarda il mio ginocchio non mi sono fidata infatti. Il medico di base stesso, una volta letto l'esito della "visita dei Mah" che vi ho raccontato, si è messo a ridere e mi ha guardato dicendo: "Qui c'è scritto che può riprendere l'attività sportiva e poi tra qualche mese valutare eventuale operazione?! Sono perplesso".
"Si figuri quanto lo sono io!".
Così ho chiesto il parere di un mio ex, fisioterapista, nonché il mio primo istruttore di aikido quando "militavo" nella Fesik (il quale, essendo nell'ambiente delle arti marziali, oltre che per la sua professione, poteva darmi un parere più fidato): "Iaido zero! Kendo?! Aspetta almeno due mesi... e comunque...non lo consiglio. Visto il gioco che fa la tua gamba con il test "del cassetto"... mi sa che il legamento potrebbe essere rotto. Aspetta che si sgonfi il ginocchio e rifai una risonanza magnetica, più attendibile senza versamento e sangue; stai ferma per almeno due settimane, gamba in su, ghiaccio 20 min ogni 2-3 ore. Se ti operi... ti ci vogliono almeno 2 mesi per tornare a camminare, 4 per tornare a correre e complessivamente quasi un anno di riabilitazione fisioterapica".
Devo lavorare, non posso rimanere ferma così tanto.
Credo di non aver mai desiderato tanto una cosa come praticare il kendo.
Eppure questo desiderio si ostina in modo prolungato a non avverarsi.
E pensare che avrò fatto una decina di lezioni! Non ho nemmeno mai indossato un'armatura! Non sono mai stata blu! Non ho nemmeno gi e hakama! Beffa della sorte, mi sono appena arrivati e nemmeno li sfoggerò!
Mi sa che il mio kendo è destinato a rimanere molto virtual.

martedì 19 febbraio 2008

martedì 12 febbraio 2008

Epopea GdiG - 8


Grande Yama che procede ai quarti!!!
Una gran bella mattinata, per me, ricca di una nuova esperienza.
Arriva l'ora del pranzo. Tra pastasciutta e insalata, avevo scelto di prenotare la pastasciutta: avevo pensato che di solito nell'insalata ci mettono i pomodori crudi, cosa che io semplicemente aborro, perciò avevo optato per la solita pasta scotta con sugo alla bolognese, almeno così credevo.
Invece mi ritrovo tra le mani una zuppierina di plastica con ... un'insalata di penne fredde, cubetti di formaggio, rucola e... NOOO!!! Mio ddio!! I pomodorini!!! Sudo a quella vista sconfortante. Tento di mangiare solo la pasta e tralasciare i cosi rossi, ma contro di loro non c'è niente da fare: il loro sapore s'insinua sempre irrimediabilmente in qualunque cosa con cui essi entrino in contatto! Così dopo tre tentativi, alias tre penne rigate, cedo e, anche se ritengo un vero dispiacere sciupare il cibo... proprio non riesco a procedere oltre. Fortuna che ero stata previdente: da casa mi ero portata un intero salame.
Perciò, della mensa trattengo il pane, e mi rifugio in macchina, dal mio caro insaccato.
Al pomeriggio le finali delle varie categorie, oltre all'unica poule dei V Dan.
Comincio perciò a conoscere i vari personaggi, "quelli che vincono sempre"... per intenderci, i Filippi e i Mandia dello Iaido.
Mi è piaciuto molto vedere Cauda e Battista competere assieme: sebbene avversari, si muovevano all'unisono e questo creava una bella energia palpabile.
Comunque grande è la contentezza, al momento delle premiazioni, per il lavoro svolto e soprattutto per il risultato del caro Yama. Sapete che oltre al bronzo si è cuccato un bel Fighting Spirit??? Dovevate vedere che Spirit, mente estraeva la spada, mentre procedeva fermo: sono certa che il suo avversario immaginario se l'è svignata di corsa!
Tutto sommato abbiamo finito presto, perciò accolgo l'invito di Yama a fare una passeggiata per Bologna, pensieri e parole davanti a un aperitivo, con la mia gamba sempre più dolorante e un amico sempre più vicino.
Alla sera cena con buona parte degli atleti in un bel posticino... ci voglio proprio tornare! Aria di fiaba nel nome ("La Luna nel Pozzo") e nell'allestimento e poi... si mangia un gran bene!!!
Come al solito, mi devo scontrare con la mia "orsaggine" nei miei rapporti con gli altri: da una tavolata di venti persone non ho ricavato una sola conoscenza. Sono contenta però di aver rinsaldato la mia amicizia con Yama, e di aver conosciuto, durante la gara, il collega GdiG Elio, che mi è veramente troppo simpatico!
C'era anche un ragazzo giovane molto simpatico, tale Andrea Setti del Musokan, che mettendosi d'accordo con la ragazza del piano bar, ha organizzato sul momento una simpatica sputtanata di uno degli incoronati del Campionato. E giù Elio a dare corda ad Andrea cantando con foga e di gusto al destinatario dello scherzo "We Are The Champions". Mi ha fatto morir dal ridere!
Torno in camera, e stanca morta, con il ginocchio che reclama i suoi diritti, mi accascio a letto, mentre gli altri si attardano nella hall.
Mi sveglio la mattina, come al solito, in ritardo.
Di norma mi alzo mezz'ora dopo la sveglia prefissata.
La colazione è degna e gustosa, yogurt, uova, bacon, 3 fette di torta, una tazza di caffé americano e un espresso. Ma tutt'intorno ai tavoli non si vedono più gli iaidoka e gli arbitri. Meglio darsi una mossa.
Domenica l'organico GdiG è proprio ridotto all'osso, ma nella competizione a squadre non c'è neanche da tenere il tempo.
Io non so cos'abbiano i piemontesi in corpo: anche qui, nello iaido, vincono loro!!!! Primo posto alla Reale Società Ginnastica Torino.
Saluti, convenevoli, ringraziamenti, premiazioni. Sono contenta.
E dulcis in fundo (è proprio il caso di dirlo), un pacchetto dei buonissimi "Zuccherini di Monghidoro"... dolcetti tipici locali donati agli arbitri e a noi GdiG.
Non mi trattengo per gli esami (che mi hanno detto essere stati complessivamente deludenti) e inforco la macchina sulla via del ritorno, chiedendomi come mai non ho scoperto questo nuovo mondo, il kendo, lo iaido, i Giudici di Gara... 10 anni fa! Dalle mie parti tutto questo non c'è, e ne sono venuta a conoscenza tramite un forum di arti marziali che frequentavo. Ma ogni cosa accade al momento giusto. In fin dei conti... se ripenso a me 10 anni fa...
Prima di chiudere vorrei segnalare un
  • bellissimo libro
  • che era in presentazione ai Campionati: "Nipponto", un prezioso manuale riccamente illustrato, una fine edizione completa di tutto quanto occorre sapere sulla più affascinante e spietata arma bianca della storia.
    Tra l'altro l'autore era uno dei partecipanti ai CCII e si appresta a diventare il mio istruttore di iaido, poiché sono rimasta così affascinata da questa disciplina, che oggi l'ho contattato per prendere informazioni e iniziare a praticare, se il mio ginocchio vuole!
    Prossimo, irresistibile appuntamento... i Campionati Italiani di kendo!!!



    Nella foto di Yama, un momento della cena

    venerdì 8 febbraio 2008

    Epopea GdiG - 7




    Eh, devo modificare e finire l'Epopea GdiG-6, perché l'ho lasciata a metà. Lo farò domenica.
    Domani, si parte per un nuovo capitolo: i Campionati Italiani di Iaido!
    Sostituisco il povero Mino influenzato (a proposito... buona guarigione!) e adesso mi metto a studiare il regolamento pubblicato sul sito della CIK.
    Domani mattina ore 7:00... partenza per Castenaso (BO)!!!

    ****************************
    E così arrivo facilmente a Castenaso, dopo meno di un'ora e mezza della mia adorata autostrada.
    Non ho mai presenziato a un Campionato di Iaido. Qui la cosa si fa intrigante.
    A giudicare da quello che mi era stato detto, mi sarei dovuta annoiare a morte, invece non solo mi sono divertita molto, ma mi è venuta anche molta voglia di iniziare a praticare!
    Forse è meglio che lo dica sottovoce.... dati gli ultimi "infortunati" eventi.
    Comunque decido di fare la ganza e di lasciare le stampelle in macchina.
    Zoppicando malamente entro nel palazzetto e subito mi aspetta una sorpresa: la felpa della CIK!!! Quanto ho desiderato avere quella "K" cucita sulla spalla sinistra!!! Certo, la felpa mi arriva a metà coscia, forse è un po' granduccia... ma questi son dettagli.
    Aiuto a tracciare le aree di gara; mi guardo attorno: il mondo dello Iaido mi è totalmente sconosciuto. Laggiù in fondo però scorgo una sagoma famigliare: YAMA!!! Calorosi saluti e un in bocca al lupo, dato che si trovava lì per gareggiare e dunque non in qualità di GdiG.
    Sono al tavolo centrale, con Elio, una persona che avevo solo intravisto precedentemente, e che in questi giorni ho avuto modo di conoscere meglio. Che simpatico che è!
    Il mio ruolo era molto più semplice che nel caso del kendo.
    Dovevo solo badare al cronometro e alzare la bandierina in caso di superamento del tempo concesso: in un'intera giornata l'ho alzata solo due volte.
    Questo mi ha permesso di lasciarmi andare alla conoscenza di questa disciplina e di imparare ad apprezzare l'incanto silenzioso di quei movimenti così spietati, così eleganti.
    Ad un certo punto mi sono ritrovata a mo' di camaleonte, con un occhio verso il mio cronometro, e l'altro verso l'altro quadrato di gara dove Yama (*****miticooo miticoooo Yamaaaa*****) stava gareggiando.


    Nella foto di Yama-san (grazie delle foto! Ne ho fatte anch'io, purtroppo il cellulare non è compatibile con la mia versione di Mac OS X e non posso scaricarle!!!) tre Giudici di Gara assorti (non sto dormendo, eh?)

    Verdetto

    Allora: lesione al crociato anteriore.
    "Dunque?"
    "Mah, riprenda pure la sua vita normale".
    "Cioè?"
    "Mah, le serve proprio un ginocchio perfettto perfetto?"
    "Beh..."
    "Che so, pratica uno sport?"
    "SI !!!"
    "Beh, allora... riprenda, poi se le fa male... facciamo un'altra risonanza magnetica... poi... beh, valuterà lei se farsi operare o no..."
    "Ma posso riprendere subito?! Non serve un po' di pausa?"
    "Mah, facciamo...mmm... due settimane".

    Non so, che sensazione avete?
    Io, non so perché, non mi fido tanto.
    Sarà che al pronto soccorso si erano dimenticati di mettere "L04" come esenzione inail sull'impegnativa e ho dovuto girare a destra e a manca (con le stampelle) per i vari uffici per sistemare la cosa.
    Sarà che quando sono entrata per questa "visita dei Mah" ho dovuto aspettare sul lettino per 10 minuti prima che la finissero di raccontarsi barzellette tra loro.
    Sarà che il dottore, mentre leggeva il referto della risonanza, intanto rispondeva all'infermiera su fatti loro.
    Sarà che avevavo detto la stessa cosa a un mio amico che adesso, se non sta attento a come cammina, cade direttamente a terra perché ha i legamenti appesi a un filo.
    Non so, ... chissà perché... ma non mi fido...

    Grazie!

    In evidenza:
  • - dal blog di Carlo

  • - dal blog ... ehm... di Carlo
  • mercoledì 6 febbraio 2008

    Solo un'insalata

    Stanotte invece ho sognato che ero con le mie stampelle affacciata al balcone di quella che doveva essere casa mia, una bella villetta nel verde, a parlare con qualcuno, forse mia mamma e altri.
    Mi giro e nella stanza ci sono i miei compagni del Cus Verona (ricordo Claudio, Daniel, ma c'erano altre facce mai viste, fabbricate dal sogno), che mi avevano fatto una sorpresa, cioè si stavano prodigando per mettermi a posto la casa, data la mia temporanea difficoltà.
    Erano contenti e festosi, ma qualcuno mi ha suggerito di fare uno scherzo e fingere di essere scocciata, così mi sono lamentata di quello che stavano facendo: "No, piano, non così! Così non va bene". Li ho visti turbati, e poi ho spiegato loro che si trattava di uno scherzo che mi era stato suggerito da uno di loro, ma non l'hanno presa bene, né io mi ero sentita bene nel comportarmi così, nonostante fosse uno scherzo.
    Tengo a precisare che ieri sera ho mangiato solo un'insalata....

    Questo sogno ha corrispondenza con alcune cose che sto scoprendo di me.
    Ne dico solo una: ho scoperto la mia profonda ingratitudine, la mia incapacità di dar valore profondo a quello che mi viene dato, agendo in realtà, dietro a sorrisini di circostanza e ringraziamento, come se tutto mi fosse dovuto.
    Questa, pesante, è la cosa più leggera che sto scoprendo in questi giorni.

    martedì 5 febbraio 2008

    INDIGESTIONE

    Stanotte ho sognato Ito Takenori nudo. Mentre spiegava si vedeva che aveva degli impressionanti polpacci grossi come la sua testa. Su tutto il torace e l'addome aveva tatuata, in neri caratteri gotici antichi, un'ode alla cannabis.

    Aiuto! Povera me! Che mi succede?!?
    Ieri devo aver proprio esagerato con le costine di maiale e i canederli!!!

    lunedì 4 febbraio 2008

    ?

    Beh, se vi va, prima di proseguire, rileggete: Ama (Kendo Cus Verona) vs Mr. X (Dojo: unknown) del 18 ottobre 2007.
    E ora, quanto segue.
    Finalmente ho ripreso kendoOOO!!!!
    E mercoledì scorso, cadendo direttamente sull'asfalto col ginocchio sinistro da uno scooter in corsa e strisciando per diversi metri col motore sulla gamba... mi sono portata a casa un ginocchio con lesioni ai legamenti che la risonanza magnetica di domani sarà in grado di definire.

    Si vede che mi sono affezionata alle stampelle. Adesso ne ho addirittura due.

    A parte gli scherzi, ritengo personalmente che se una data situazione continua a perpetuarsi, c'è qualcosa dietro che mi ostino a non capire. E finché non ne capisco il messaggio, la situazione continuerà a presentarsi con un conto sempre più alto.

    Se vi può consolare, a capire, ci sto dando dentro. L'avevo detto... sono arrivata a un bivio!!!

    giovedì 24 gennaio 2008

    Ama (Kendo Cus Verona) vs Consapevolezza 0-2 (do, men)

    Vi è mai capitato di fermarvi... un momento... e in quel momento... rendervi conto improvvisamente di dove vi trovate... cioè da tutt'altra parte rispetto a quello che vi aspettavate?

    Un mio carissimo amico, ieri, mi ha fatto da specchio spietato, come fanno solo i veri e carissimi amici.
    Quello che ho visto riflesso...mi ha annichilito.
    E così, Kendoka Consapevolezza ha avuto buon gioco nello scagliarsi contro di me con due pieni ippon dai quali non riesco a (non ho voglia di) riprendermi.
    Sono arrivata ad un bivio.

    giovedì 17 gennaio 2008

    Alla ricerca del dojo perduto


    Accidenti: martedì ho perso la lezione. Ero fuori zona, speravo di rientrare, anche se in ritardo, almeno in tempo per fare un po' di pratica, invece non ce l'ho fatta.
    In compenso lunedì ho pensato bene di fare un allenamento aggiuntivo da Zago.
    Inforco la macchina e parto con zelo verso Calcinato per giungere a destinazione perfino in anticipo! Stupore!
    Entro in uno spogliatoio, mi cambio, mi armo di armi, vado nel palazzetto e...
    ...mi ritrovo in mezzo a due agguerrite squadre di pallavolo.
    Mi sono sentita come un ingegnere nucleare amico di alcuni miei conoscenti, un tipo un po' fuori dal mondo e dalla mondanità, che, invitato ad una festa, dando per scontato che fosse in maschera, si era presentato vestito da Topolino, unico in mezzo a un sacco di gente vestita di tutto punto, rimandendoci discretamente di stucco.
    Mi guardo attorno confusa fino a che da fondocampo parte verso di me un signore che deve aver notato dei punti di domanda evaporarmi dalla sommità del capo.
    Sto per chiedergli del kendo quando mi informa che l'allenamento era stato trasferito altrove a causa della loro partita di campionato.
    Nessuno mi aveva avvisato.
    "Dove?"
    "A Bedizzole"
    "Bedi-che?!?

    Mi ritrovavo lì, "vestita da Topolino", con un'ora di macchina alle spalle, la voglia insoddisfatta di praticare, e una buona dose di delusione.
    Tornata nello spogliatoio ho chiamato Christian, mi ha spiegato che la comunicazione della variazione era stata fatta all'ultimo minuto e lui aveva provveduto ad avvisare gli allievi la mattina via e-mail, solo che io non ero ancora tornata a casa e non avevo consultato la posta.
    Christian non sapeva nemmeno l'indirizzo di questa palestra alternativa.
    E ora?
    Cascasse il mondo, dovevo trovare questo posto: non mi faccio un'ora di macchina per salutare il palazzetto di Calcinato e ritornarmene a casa.
    Seguo alcune indicazioni per prendere la giusta direzione verso Bedizzole, alle prime persone che incontro chiedo dove si trova una palestra di arti marziali nelle vicinanze.

    "L'indirizzo?"
    "Non lo so"

    Con le loro indicazioni mi ritrovo in una palestra in cui si stavano allenando delle squadre di pallavolo.
    Lì il kendo non si praticava. Del resto quel paese non era neanche Bedizzole, bensì un certo S.Vito.
    Una ragazza mi dà altre indicazioni di una palestra di arti marziali presso le scuole di Bedizzole.
    Boh, proviamo.
    Intanto era scesa la nebbia, ed era già passata mezz'ora.
    Seguendo quelle indicazioni ad un certo punto mi sono ritrovata in campagna, buio pesto, neanche un lampione, ovviamente, nebbia dei fossi, e la strada che si stava pericolosamente restringendo ad una corsia.
    "Ma dove c....o sto andando?"
    Al che mi è venuto il dubbio che forse era meglio lasciar perdere le indicazioni, tornare indietro, trovare un benedetto cartello blu con su scritto "BEDIZZOLE", e seguirlo. Una volta là, qualcuno doveva pur sapermi dire dove erano le scuole.
    Infatti qualcuno me l'ha detto.
    Solo che là, il kendo, non si praticava.
    Ho trovato le scuole aperte perché effettivamente c'erano dei corsi di arti marziali, ma le bidelle mi hanno smontato subito.
    "Avete presente quelli vestiti di scuro, con un'armatura addosso, che si picchiano con delle spade di bambù?"
    Mi guardavano in silenzio con aria interrogativa.
    Ormai era passata quasi un'ora. Stavo per tornarmene a casa sconsolata, quando una di loro accenna ad un'alternativa: lo Sporting Club, "ma là sicuramente non fanno questo... com'è? ....Chendo?".
    Mi sono fatta dare le indicazioni, ognuna di loro ne aveva una personale versione, e quando ormai non ci capivo più niente, una di loro ha aperto l'elenco telefonico e mi ha dato indirizzo e numero della palestra.
    "Praticate kendo?"
    E poi, la risposta magica: "Si".
    A parte che ho faticato ancora a trovare 'sto posto, perché sull'elenco c'era un indirizzo che non corrispondeva a verità (cercavo il civico 16, ma la via finiva al 14, inoltre la via era diversa) ma al telefono con la ragazza della reception, finalmente, sono riuscita ad arrivare!
    Ormai restavano tre quarti d'ora disponibili.
    Non ci credo! Quello è Zago!
    Mi sono unita ai praticanti a fare esercizi di suriage.
    Ma ancora avevo addosso quella dannata sensazione delle volte precedenti: non riuscire a dare il massimo. E forse ho capito un'altra cosa: mi sento limitata dal fatto che non conosco ancora le basi, non le ho ben chiare, per cui fare tutto il resto mi sembra grande improvvisazione da parte mia.
    Certo, devo tenere ben a mente le parole di Yamaoka Tesshu che mi ha indicato yama nei commenti al post precedente: dare il massimo con tutto se stessi, e per il momento tralasciare l'attenzione al giusto, lo sbagliato ecc...
    Comunque, dopo la lezione, mi sono sentita di chiedere a Zago chiarimenti su postura e ashi sabaki.
    E con pazienza, lui è rimasto lì a spiegarmi:
    - Piedi uniti; aprire piedi di circa 30°, talloni uniti; staccare talloni e avere così piedi paralleli. La risultante è la distanza corretta tra i piedi.
    - Portare piede dx avanti, il tallone dx è in linea con le dita sx, ginocchio dx leggermente piegato. Peso distribuito di circa il 50% sulle gambe dx e sx, sugli avampiedi.
    - A questo punto allineare le anche: il ginocchio sx risulta così poco sollevato da terra.
    - Braccia rilassate come per appoggiarle al do.
    - Impugnatura della mano dx è dove termina naturalmente se si mette l'estremità dell'impugnatura della shinai nell'incavo del gomito.
    - Impugnatura mano sx esattamente partendo dall'estremità dell'impugnatura della shinai.
    - Impugnare partendo dal mignolo, poi anulare, medio ecc. Il pollice "guarda in giù".
    - Mano sx dista da hara di circa un pugno.
    - La proiezione della punta della shinai (sarà meglio che cominci a studiare un po' di terminologia, invece di dire "impugnatura" e "punta" !!!) deve arrivare alla gola di un ipotetico avversario.
    - Ashi sabaki: lo spostamento, facendo "strisciare" i piedi, deve essere lineare e non a saltelli alti e bassi. Durante lo spostamento, mantenere postura equilibrata, senza sbilanciamento in avanti. Ad ogni passo, occorre subito ristabilire la posizione di partenza con il richiamo immediato della gamba sx.
    - Mi ha fatto fare un esercizio: caricare da ferma; colpire facendo un passo in avanti. Interessante quello che mi ha fatto notare. Nel far scendere la shinai, porre attenzione esclusivamente alla mano sx che si deve arrestare all'altezza dello stomaco; la punta è solo una conseguenza. Questo è stato illuminante per me, perché così facendo ho notato che usavo più la mano sx, mentre sono solita lavorare di dx.
    - Nell'attimo del colpo, serrare le dita.
    - Inoltre mi ha fatto notare un mio tipico atteggiamento da aikidoka, comune a tutto il kenjutsu. Sono abituata a esaurire sul luogo il colpo. Invece nel kendo, anche solo nel praticare questo esercizio con un passo, occorre comunque dare la sensazione di prolungamento oltre l'avversario.

    Be', che dire, alla fine è veramente valsa la pena di affrontare questa intricata avventura, per arrivare ad avere delle idee più chiare!

    domenica 13 gennaio 2008

    Positivo


    Sì, lo so, vi devo ancora parlare dello stage di domenica scorsa a Calcinato, e della prima lezione di ritorno al CUS Verona, ma dato che l'ultima lezione, quella di cui ho parlato nel precedente post, mi prude assai, voglio trovare subito il modo di trasformarla in qualcosa di positivo.
    - Innanzitutto ho capito la priorità che voglio dare all'atteggiamento: dare il massimo e mettere spirito.
    - Ho imparato che devo rilassare le braccia: nonostante io le tenga piegate, come mi ha fatto notare Christian, sono comunque rigide, e agisco soprattutto di destra.
    - Come movimento delle gambe non ci sono assolutamente, ed è su questo che mi allenerò in specifico a casa, ora che mi sono procurata uno specchio a figura intera.

    Ora, relativamente al primo punto, come ho imparato dal mio carissimo amico Fabio, il mio padre putativo, quando qualcosa non funziona, occorre soffermarsi e capire il perché. Solo così si può evitare che accada una seconda volta. Per lui, una volta è già troppo, e se accade, è per insegnarci qualcosa. Dire "vabbé, può succedere, capita" non serve ad altro che gettare le premesse affinché la situazione in questione si verifichi di nuovo.
    Perché dunque non ho dato il massimo?

    - Arrivata trafelata e in ritardo alla lezione, ci ho impegato un po' ad entrare nell'ottica dell'allenamento.
    ERGO: ARRIVARE MEZZ'ORA PRIMA, magari fare riscaldamento, raccogliermi in me per entrare nello spirito giusto.

    - Mi sono sentita estranea alla situazione: non sapevo quando avrei ripreso kendo e di colpo, in quattro e quattr'otto, cambio lavoro, il che mi permette di presenziare agli allenamenti, e mi ritrovo in un posto in cui desideravo essere da un anno intero.
    E tutto però è cambiato.
    Mi sono sentita letteralmente spaesata. E' stata una settimana di stravolgimenti.
    ERGO: questa sensazione è destinata a mutare già di per sè CON IL TEMPO; il tempo di ambientarmi. Ma anche così non mi sta bene; e se mi dovessi ambientare tra tre mesi, cosa faccio nel frattempo, continuo a non dare il massimo?!? NAAAA! Non è il tempo la soluzione; la soluzione sta nel DISSOCIARMI EMOTIVAMENTE DAL CONTESTO con l'unico scopo di dare il massimo.

    - Mi sono sentita a disagio perché, per forza di cose, sono quella più indietro di tutti. Ho visto dei bravi principianti con un bagaglio di conoscenze superiore al mio; ho pensato per differenza (cioé enfatizzando quello che mi manca in confronto alle acquisizioni degli altri) e questo non ha giovato alla mia pratica, in sordina, portata avanti con un atteggiamento sottotono quasi a volermi nascondere.
    ERGO: PORRE ATTENZIONE ALLE MIE ACQUISIZIONI E AI MIEI MIGLIORAMENTI, rispetto a me stessa e non agli altri.
    ALLENARMI QUOTIDIANAMENTE A CASA per recuperare il più possibile il ritardo di questo tempo d'assenza.

    Bene, mi sento meglio. Applicando queste soluzioni, rendo una brutta pratica come quella dello scorso allenamento, una fucina di miglioramento.

    Voglio dare onore alle parole di Christian che, in un messaggio di parecchi mesi fa che conservo con cura, mi aveva scritto in risposta alla mia domanda se mi poteva considerare sua allieva nonostante non praticassi più:
    "x quant m riguard lo6già dal moment ke ho avut la po$ibilit d metter il seme del Kendo in d te.ora aspet ke le circost dian l'occas, a me d crescern la piant, e a te d alimentarl cl tuo spirit eccezional."

    Terrò fede a queste parole.
    Lo prometto.