giovedì 28 gennaio 2010

Sorpresa!

Evviva! Ho eliminato il secondo lavoro! Meno entrate, sì, ma più serenità!
Così, senza più dover correre avanti e indietro a destra e a manca, farò un salto più spesso ad aggiornare queste pagine.
Che bella sorpresa, nel mio primo lavoro!
Lavoro da oltre un anno in un'azienda tra mille tipi di stampa, incisione e personalizzazione di oggetti e abbigliamento. Qualche giorno fa, il titolare, nel cercare tra vecchi impianti di stampa, è venuto da me e mi ha detto: "Guarda un po' cosa ho trovato!" e mi mostra alcuni impianti con sopra il marchio e il logotipo della CIK, un'immagine decorativa floreale orientaleggiante e la scritta "Campionati Europei di Iaido e Jodo Bologna 2005"!!! Devono aver stampato delle sacche per armi o borse sportive!!! Che bello, senza saperlo sono venuta a lavorare in un posto dove già c'era la presenza della CIK ! E' il mio destino ^___^

lunedì 9 novembre 2009

Kendo Mantova - 3° allenamento

Accipicchia! Mi ero dimenticata di nominare Emanuele! Karateka tredicenne della polisportiva, dopo aver provato alla dimostrazione di domenica e partecipato al primo allenamento, si è dovuto assentare per terminare un corso di nuoto, ma tra due allenamenti sarà di nuovo con noi, già deciso ad iscriversi!
E poi, mercoledì scorso, due new entry: Albo e Alberto!
Albo, con molto probabile interesse del nostro buon Mino, ha un locale dove si mangia, in centro a Mantova (mercoledì sera la tappa post-allenamento è obbligatoria); Albo mi aveva contattato per telefono perché aveva saputo del corso dalla ragazza (e non si sa come lei l'abbia saputo), mentre Alberto... ha fatto tutto da solo! Ha visto un manifesto in un locale, ha guardato in internet e mercoledì scorso, semplicemente, si è presentato.
Mi ha colpito per la carica che ha tirato fuori durante l'allenamento: uno sguardo che taglia in due durante l'esercizio e subito dopo l'allenamento un'espressione tranquilla e simpatica nella vita di spogliatoio (ehm, cioè, per modo di dire... io nel loro spogliatoio non c'ero...).
Daniel, presente al primo allenamento ed assente al secondo, ritornato mercoledì scorso ha notato stupito come i nostri tre pionieri Giuseppe, Mirco e Luca (Marco era assente) fossero migliorati già così tanto!
Bravi ragazzi !!!

domenica 8 novembre 2009

venerdì 6 novembre 2009

Simpatikendo

Simpatikendo, ovvero: le cose divertenti del kendo.
Il kendo è una cosa seria, si sa, ma come non rimanere divertiti di fronte a cose come questa?



Nella foto: il mitico Mr. Scacheri appollaiato sul "baracchino" da arbitro di pallavolo per osservare meglio lo svolgersi delle selezioni della nazionale...

giovedì 29 ottobre 2009

Un ottimo riscontro

Finalmente il corso di kendo a Mantova è partito, e già mercoledì scorso siamo rismasti molto soddisfatti dell'impegno e della grande partecipazione di questi ragazzi pionieri del kendo mantovano.
Giuseppe, Luca, Marco e Mirco si sono dimostrati molto attenti e hanno dato tanto di sé a tal punto da ripagare col proprio contributo di energia gli sforzi di Christian e Daniel che credendo nel progetto vengono fin da Verona per trasmettere le loro conoscenze.
Anche ieri sera c'è stata una grande conferma d'entusiasmo: i ragazzi hanno dato un riscontro molto positivo in risposta alla domanda di Christian sulla loro impressione riguardo alla disciplina e si sono anche proposti di loro iniziativa di contribuire alla divulgazione (chi nelle proprie rispettive scuole, come i 16enni Marco e Mirco e chi, come il mitico appuntato Giuseppe, nelle caserme del circondario !!!). Così ho dato loro dei manifesti che mi erano rimasti, ma ne farò di nuovi per portare avanti la propaganda.
Le premesse sono molto positive e un altro sogno si sta realizzando.

giovedì 8 ottobre 2009

KENDO A MANTOVA

Ciao ragazzi! Sto lavorando affinché possa partire il corso di kendo a Mantova!
Stabilita una lezione a settimana, per il carattere sperimentale del progetto, il corso intende partire mercoledi 21 ottobre, dalle 19 alle 20,30. L'inizio verrà precedeuto da una dimostrazione del CUS Verona domenica 18 dalle ore 10 alle 12.
Incrocio le dita!
Il luogo di pratica è presso la Polisportiva Levata.
Ci conto!!!

mercoledì 16 settembre 2009

GdiG campioni!

Complimenti al mitico YAMA per essere entrato in Nazionale di Iaido !
E all'altro collega GdiG, il simpatico Andrea Setti, vincitore del Taikai di domenica nella categoria Shodan.
E a Mino Filippi, vincitore della medaglia d'oro come migliore stradino traccialinee per il fondo del palazzetto di via Carpinoni...

domenica 26 luglio 2009

Dramma jigeiko

Ciaooo Minoooo!!!
Ciao, o tosco !!!
Ben ritrovati!!
Mi sento strana a scrivere dopo diverso tempo di nuovo sul blog, ma mi fa piacere, specialmente ora che finalmente ho ripreso a praticare!
Ma quale shock! Superato quello dell'armatura, che ho indossato in tutto 5 volte, adesso ne devo affrontare un altro: il jigeiko.
Ma cos'è? Cos'è 'sto benedetto jigeiko?!
Voglio dire... finora ho sempre avuto di fronte qualcuno di accondiscendente, vedi ad es. il kirikaeshi, o i vari esercizi per apprendere le tecniche, oppure dovevo fare dei movimenti precostituiti, come ad es. nei kata.
Ma ora?
Ora mi trovo di fronte ad un'altra persona, per niente accondiscendente, e io non so più che fare! Non ci capisco niente! Niente!
E' vero che non ho alle spalle un anno graduale di corso di kendo, è vero che la prima volta che ho fatto jigeiko è stata praticamente.... all'esame e forse pretendo troppo.
Ma...
... dovrò fare parecchio per superare questo blocco secondo me.
Non mi esce, non dico il kiai che è un pianeta inesplorato per me, ma nemmeno la voce!
Devo dire però che anche queste prime assurde esperienze di jigeiko hanno avuto un loro risvolto quantomeno piacevole.
Come due settimane fa con Christian presso l'En Kei Kan di Verona: ad un certo punto mi è scomparsa la shinai dalle mani e me la sono vista catapultata a terra; mentre cercavo di razionalizzare quello che era accaduto mi sento in testa un ben piazzato men.
E poi un altro e un altro ancora.
Che c'è di divertente, direte voi?
Be', Christian mi si è avvicinato ridendo: "Abbracciami!"
"Prego?" (già non ci stavo capendo niente, poi mi ritrovo Christian che dice così? Forse ero svenuta sotto tutti quei men e stavo letteralmente sognando).
"Sì, quando ti cade la shinai devi abbracciarmi così non ti posso colpire!"
"Ah, ok ho capito"
Da lì a pensare: "... ho idea che d'ora in avanti la shinai mi cadrà molto spesso... non so perché...." il passo è stato breve!
Tu OVVIAMENTE Mino NON hai letto niente, VERO?!?
Tanto non hai nulla da temere: il tuo figliuolo sa proteggersi molto bene ed ha le idee molto chiare su quello che vuole o non vuole.
Ma soprattutto, io sono alla ricerca di un marito kendoka giapponese!!!!!!!

domenica 19 luglio 2009

Rieccomi !

Ma buongiorno!
Dopo una breve incursione in facebook che non mi ha rapito più di tanto, mi è tornata la voglia di scrivere qui sopra.
Nel frattempo il mio kendo è diventato meno virtuale: ho ricominciato! Ho praticato 2 mesi, purtroppo solo un giorno a settimana, il giorno dedicato ai kata.
Mi piacciono molto! Poi un giorno sono riuscita ad andare ad uno degli altri allenamenti dove si imparano le tecniche e si fa jigeiko, e con non poca emozione ho messo l'armatura per la prima volta! Però che shock!!!
Il 21 giugno ho fatto un seminario da Zago dedicato ai principianti, e poi... senza aspettarmelo, mi sono ritrovata nel bel mezzo di un esame. Un esame?!?!?! Fatto sta che sono tornata a casa con un 3° kyu. E chi se lo aspettava?
Direi che con il mese e mezzo di pratica nel 2007, le 4 - 5 lezioni del 2008 e questi 2 mesi saltuari, avrò totalizzato 4 mesi scarsi di pratica.
Di questo passo non andrò proprio da nessuna parte.
Verona, dov'è il mio dojo, non è proprio dietro l'angolo: come faccio ad essere presente a tutti e 4/5 gli allenamenti settimanali a 45 km di distanza? Devo fare un po' di conti col mio leggero portafoglio.
Pertanto:
1) obbiettivo - allenamento costante
2) problema - distanza (cioé in realtà di costi)
3) soluzione: il kendo di Christian... a MANTOVA!!!

Voglio organizzare un corso qui!
Penso che attualmente sia la soluzione migliore.
Ho già interpellato Chri e i suoi allievi che si stanno formando come istruttori, e vedono l'iniziativa di buon grado.
Ora tocca a me far propaganda per trovare almeno altre 6 persone interessate in zona e un luogo adatto.
Spero di riuscire a far partire il corso già da ottobre.

Che bello quando le cose smettono di essere virtuali...

venerdì 13 giugno 2008

SALUTI

Ciao ragazzi!
Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno seguito, chi da tempo, chi occasionalmente.
Virtual kendo è stata per me una bella esperienza, che tra l'altro mi ha fatto conoscere persone a cui tengo molto: Laura Imperiale e Carlo Sappino.
Mi ha permesso di fare altre belle conoscenze, quel pazzerello di doc e Giulia (a proposito Giulia, ti è piaciuta l'intervista?).
Mi ha permesso di continuare i rapporti con alcuni simpaticissimi personaggi che avevo conosciuto sul forum di arti marziali che ha dato origine a questo blog (vedi "L'origine di questo blog" nella sidebar): Carlo Caprino e Pietro Nicolaus Maria Giovanni Numerio Gontrano Roselli Lorenzini (sì sì, avete capito bene, tutti questi nomi sono una sola persona, verificate qui!!!).
E' stato anche un collegamento con i simpatici ragazzi del Genova Kendo, GiO e Jona.
Saluto anche un signore del Jikishinkan Dojo (di cui purtroppo non ricordo il nome) che mi legge sempre, come mi ha detto Michela. Mi fa piacere! :-)
Ma saluto anche tutti quelli di cui non ho conoscenza e che mi hanno letto.
Anche col kendo ho dovuto nuovamente abbandonare: invece di Virtual Kendo.... Real Life, altroché !!!!
A questo punto mi arrendo: "Questo matrimonio (col kendo) non s'ha da fare!", e non posso certo dire di non averci provato!!!
Saluto e ringrazio soprattutto Christian Filippi, davvero un istruttore eccezionale, che mi ha fatto innamorare di questa disciplina fin dal primo momento, per la passione che mette nell'insegnamento, dando veramente il massimo a chi desidera imparare.
Non saluto i miei amici GdiG, Mino perché non ne ho voglia (.............scherzo! D'altronde dovevo pur terminare con una frecciatina per te, no?), Michela, Claudio, Andrea Morando e Andrea Setti, perché tanto ci si potrà vedere ancora in giro per le manifestazioni federali.
Ah, a proposito, ci si potrà vedere ancora con tutti proprio in queste occasioni e comunque ci si può comunque mantenere in contatto (cosa tra l'altro che mi farebbe molto piacere), vero? Trovate in ogni caso la mia e-mail nel profilo.
Poi non è detto che più avanti non riprenda a scrivere, se il tempo e una ritrovata tranquillità lo renderanno possibile.
Chiudo con delle belle parole che mi aveva scritto Carlo Sappino:
"A volte si vince, a volte si perde, ma la vita continua, sempre.
A volte bisogna saper fare le valigie mettendoci dentro le cose buone della nostra vita per portarle con noi ed abbandonando tutto il resto....
A volte ricominciare è bello."

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Nella foto, tanto per dire quanto sia bella la possibilità di internet di fare conoscenze, un incontro con alcuni personaggi del forum di arti marziali, che ho incontrato di persona dopo un anno e mezzo di conoscenza solo "telematica".
Tra di loro c'è anche il fantomatico... PNMGNGRL! Chi sarà mai?

giovedì 12 giugno 2008

Che bello!

Ho pubblicato la versione inglese dell'intervista a Caleb (vedi English version nella sidebar) e probabilmente verrà linkata su Simulacre!!!!

Soddisfazione!!!

sabato 7 giugno 2008

8a

Ieri notte ho sognato Jonathan Ochoa del Genova Kendo.
Ci eravamo sentiti per telefono e io senza dire nulla, di notte, sono andata a Genova.
Mi sono fermata in strada, nel centro storico, a guardare dentro il suo appartamento attraverso una finestra che lo inquadrava mentre stava cucinando. Doveva esserci una festa, credo.
Poi ad un certo punto si gira e vede 'sta ragazza ferma in strada che lo sta fissando e prende un po' paura, o quantomeno rimane perplesso.
"Sono ama!"
E mi unisco alla festa.

martedì 3 giugno 2008

Intervista a Caleb Crane, autore di Simulacre - 3a PARTE

Helix Industries

L’anno scorso hai fondato la Helix Industries, basata sui tuoi studi e la tua esperienza lavorativa di 8 anni. Ci puoi dire qualcosa in più?

La Helix Industries è una piccola società di consulenza sulla sicurezza di network e computer. Sono stato alla Fidelity per 8 anni e in Giappone per 3. Dovevo fare una scelta: firmare qui un contratto full-time o tornare negli USA. Sentivo però che il tempo da trascorrere in Giappone non era finito. Volevo rimanere. Tuttavia il mio lavoro non mi dava sfide da affrontare. Non sapevano bene cosa fare del mio insieme di skill specifici; sapevano solo che volevano tenermi.

Stavo lavorando nel dipartimento marketing al tempo, e mi sono reso conto che in questo Paese c’era denaro per questo particolare tipo di lavoro. Ho avvicinato tre persone che avevano un insieme di skill necessari per dar vita ad una società e ho chiesto loro di unirsi a me. Abbiamo messo tutti del denaro preso dai nostri risparmi e abbiamo sbrigato il lavoro d’ufficio necessario per creare la società. Nel giro di pochi mesi il nostro investimento si è ripagato e abbiamo avuto dei buoni anticipi per maggiori affari.

Sostanzialmente tutto si riduceva ad una decisione del tipo “ora o mai più”. Sentivo che mi stavo atrofizzando e che avevo bisogno di una nuova sfida.

La tua visione della vita

Essere giovane, ma: vivere in un Paese straniero, arricchire la propria vita con diverse esperienze di viaggio, avere una passione per la fotografia apprezzata in tutto il mondo, fondare una società… Elementi come questi creano una vita speciale e mi fanno pensare ad una mentalità aperta e ad una visione ottimistica della vita. Qual è la tua visione della vita?

La mia visione dei cambiamenti nella vita dipende dalle circostanze del giorno, dalle persone con cui sono e da quanto ho bevuto.

Spesso mi definisco pessimista, ma non permetto a questo di intralciare la mia fiducia di ottenere il massimo da ogni situazione. So che dovrò affrontare situazioni negative, ma in questi casi recupero la mentalità che ho imparato quando vivevo nei pressi del pericoloso vicinato dei bassifondi: abbasso la testa e continuo a camminare.

Sono cresciuto con veramente pochi amici per il fatto di essermi dovuto spostare in continuazione, vivendo in una fattoria isolata e trascorrendo i week-end in un quartiere in cui nessuno mi conosceva. Questo credo sia il motivo per cui do così tanta importanza all’amicizia e mi ci vuole un po’ di tempo per farmi degli amici. Credo che l’amicizia sia incredibilmente importante, ma ci sono veramente solo poche persone che lo capiscono. Solo poche persone abbandonerebbero tutto e volerebbero intorno al mondo per aiutarmi; la stessa cosa che farei io se loro avessero bisogno di me. Queste sono le persone a cui io tengo più di qualsiasi altra cosa o chiunque altro.

Per quanto mi riguarda, la vita consiste: nell’avere sempre nuove e diverse esperienze, trovare quelle relazioni in cui credere e che dureranno per sempre e controllare il mio tempo. Quando morirò voglio essere con le persone che amo e voglio essere in grado di dire che ho avuto una vita unica e realizzata. Voglio semplicemente sentirmi soddisfatto. Voglio sentire di non essere stato mai troppo impaurito nel provare qualcosa di nuovo e interessante.

E’ giusto dire che hai avuto dei sogni che hai realizzato? Hai altri sogni che non hai ancora esaudito e (se possibile) potresti dire qualcosa a riguardo?

Naturalmente, faccio sogni per me stesso ogni singolo giorno. Alcuni sono semplici, altri no. Ultimamente mi piacerebbe prendere lo zaino e fare il vagabondo dall’Inghilterra al Giappone. Mi piacerebbe sviluppare la mia azienda fino al punto da poter assumere un sacco di persone e da costruire un’impresa di successo che possa proseguire anche dopo di me. Mi piacerebbe fotografare l’Artico. Mi piacerebbe un sacco passare un anno in barca navigando intorno al mondo. Mi piacerebbe dar vita ad una mia fattoria. Mi piacerebbe vedere una mia foto appesa al museo Smithsonian. Mi piacerebbe vedere una mia illustrazione alla Tate Gallery. Mi piacerebbe essere in grado di disegnare. Quest’estate voglio attraversare gli Stati Uniti in moto. Adorerei praticare kendo per il resto della mia vita tutti i giorni. Sarebbe fantastico pubblicare un libro letto e apprezzato da molti. Spero di avere figli felici e sani che portino avanti il nome della mia famiglia, che rispettino la storia della loro famiglia e che realizzino molto più di me.

SALUTI e RINGRAZIAMENTI
Chiudo con un'immagine paradossale: dopo quanto letto, l'ultima cosa che mi viene in mente pensando a Caleb è ... una persona "incatenata".

Beh, che dire, Caleb, sono molto colpita da quello che hai scritto.
Immaginavo che fossi una persona speciale, ma ora so perché!
Ti farò sapere se ci sono altre domande da parte mia o da parte di altre persone.
Grazie mille!


"Grazie per le tue parole gentili. Gli ultimi giorni sono stati difficili per me, perciò fa piacere ricevere incoraggiamento.
Mi farà piacere incontrare te e i kendoka italiani quando visiterò l'Italia in futuro."

Senz'altro nel 2012, perché i Campionati Mondiali si terranno in Italia.

"Beh, pensavo prima: l'Italia è in cima alla lista dei Paesi che voglio visitare. Ho bisogno di buoni consigli su posti dove si mangia bene."


.....C'è qualcuno di voi che vuole dargliene? ;-)

lunedì 2 giugno 2008

Intervista a Caleb Crane, autore di "Simulacre" - 2a PARTE

Kendo

Da quanto tempo pratichi kendo e perché hai iniziato?

Ho iniziato a praticare kendo circa un mese dopo che mi sono trasferito qui. Una volta trovato l’appartamento, ho trovato un dojo lungo la strada vicino a casa e ho pensato che fosse una cosa divertente da provare. Sembrava anche un buon modo per esercitarmi in giapponese, dato che nessuno al dojo sapeva parlare l’inglese. Sono arrivato qui 4 anni e mezzo fa, quindi questo è il tempo che pratico kendo, con qualche interruzione dovuta a un infortunio alla schiena e al ginocchio.

Mi piacerebbe poter dire che ho iniziato kendo perché volevo essere Luke Skywalker, ma alla fine l’ho fatto perché semplicemente mi pareva divertente.

E’ il kendo una realtà separata dalla tua vita ordinaria? Cioè, si tratta di un semplice interesse sportivo o piuttosto ritieni che il kendo abbia influenzato il tuo modo di essere?

Il kendo, per chi lo pratica seriamente qui, sembra essere una realtà separata. La maggior parte dei cari amici provengono dal dojo. Quando vanno fuori, il kendo li accompagna. Quando parlano, è quasi sempre riguardo al kendo. Ho trascorso periodi nei quali per la maggior parte del tempo frequentavo gente del kendo, ma questo era soprattutto all’inizio quando ero in cerca del mio posto qui. E’ abbastanza divertente mettere insieme i miei compagni di kendo con persone “normali”. Le persone che non fanno kendo invariabilmente finiscono per fare domande che potrebbero essere l’equivalente di chiedermi se riesco a usare le bacchette per mangiare. E’ sempre divertente guardare la gente del posto e coinvolgerla nella mia quotidianità.

Spiritualmente, sì, il kendo esiste come in una realtà separata per me. Quando al dojo fa un caldo soffocante o se sei intirizzito fino alle ossa, non ha più importanza una volta iniziato il keiko.
Una volta fissate le basi, fare kendo mi calma. La mia mente sembra cessare l’attività. Tutte le preoccupazioni e lo stress del giorno (o della vita) semplicemente se ne vanno. Io e il mio avversario siamo tutto ciò che esiste. Spesso perdo, ma me ne vado sempre via sentendomi meglio.

Fotografia

Quando è iniziata la tua passione per la fotografia?

Il mio interesse per la fotografia iniziò quando ero molto giovane guardando vecchie foto dei miei genitori quando avevano la mia età e dei loro genitori. Puoi vederne alcune qui.
Non ho avuto una macchina fotografica fino ai 18 anni. Ho fatto qualche fotografia interessante, ma non sapevo molto riguardo alla fotografia o a come funziona una macchina fotografica. Ero ancora in una fase in cui mi piaceva la tecnologia, ma non pensavo di avere sufficiente cervello per imparare cose tecniche. Molte di quelle foto sono in soffitta dai miei genitori. Penso che un giorno le tirerò fuori.

Non mi sono occupato di fotografia seriamente fino a due anni fa circa. Stavo programmando un viaggio in Vietnam e Cambogia e ho pensato che fosse la migliore occasione per portarmi su una macchina fotografica SLR (single-lens reflex). Mi sono preso un kit abbastanza economico alla biccamera e non ho pensato tanto alle caratteristiche.

Sul forum di Kendo World avevi scritto: “Non mi importa molto delle specifiche delle macchine fotografiche (…)”. Suona strano per una persona le cui foto sono acclamate in tutto il mondo. Questo fa pensare ad un uomo pratico: preferisci fare e imparare attraverso l’esperienza di qualcosa, è corretto dire così?

Il gergo tecnico e le specifiche tecnico-commerciali delle macchine fotografiche non mi interessano per niente. Quando la gente mi chiede che macchina comprare, rispondo di scegliere quella che si può portare con sé dappertutto. Ergonomia e convenienza sono le carte vincenti eccetto in situazioni veramente specifiche.

Questo è il mio approccio alle caratteristiche tecniche e simili delle macchine fotografiche: uso la fotocamera che ho per fotografare quello che voglio. Se non ho la macchina per fare la foto che voglio, mi chiedo perché non può e che cosa devo fare per ottenere quello scopo. Dunque noleggio o compro la macchina o gli obiettivi che hanno la caratteristica che mi manca. Non leggo perciò una lista di specifiche per poi decidere di comprare di conseguenza. Prima decido cosa voglio fotografare, poi compro la macchina con le caratteristiche che mi servono.

Nel fotografare il kendo, se vuoi congelare la shinai mentre si muove devi fotografare con una velocità di otturatore relativamente alta. I palazzi sportivi tendono a essere poco illuminati, perciò hai bisogno di compensare l’alta velocità dell’otturatore o con un‘impostazione ISO alta o una buona apertura. Così, settando la tua fotocamera su un’accettabile velocità di otturatore, sperimenti le gradazioni ISO e le aperture finché non trovi la combinazione che funziona per te. Se non ti piace il rumore di un ISO elevato, allora aumenta l’apertura. Se l’obiettivo non ha un’apertura sufficiente per quello di cui hai bisogno, prenditi un obiettivo diverso.

Ci sono un sacco di altri settaggi ed elementi aggiuntivi in una macchina o in un obiettivo che influenzano l’immagine risultante. Semplicemente, decidi quale immagine vuoi ottenere, poi procurati il kit giusto.

Sì, suppongo di essere un tipo pratico. Amo leggere libri, ma preferisco sperimentare la vita fuori dalla mia porta piuttosto che stare sul divano a leggere delle esperienze degli altri.
Preferisco senz’altro imparare a pescare pescando, piuttosto che qualcuno mi scriva come farlo e mi dia una mano.
Chiederei se mai dei chiarimenti e consigli su una particolare tecnica, ma ho bisogno di scoprirne la strategia da solo per interiorizzarla veramente.

Foto per gentile concessione di Caleb